Schuster (ECSOL): Ora tocca all’Italia

La Corte costituzionale austriaca ha dichiarato con sentenza odierna l’incostituzionalità del limiti imposti dalla legislazione al matrimonio, istituto che ancora è riservato a coppie di sesso diverso. Nel contempo, ha anche dichiarato discriminatorio il limite imposto alle unioni civili austriache, che oggi sono accessibili solo alle coppie del medesimo sesso. Dal 1° gennaio 2019 entrambi gli istituti non potranno più discriminare rispetto al sesso.

La causa è stata vinta dall’avv. Helmut Graupner, coordinatore della European Commission for Sexual Orientation Law – ECSOL – www.sexualorientationlaw.eu (Commissione europea per il diritto in materia di orientamento sessuale), di cui l’avvocato Alexander Schuster è il rappresentante per l’Italia.

Qualche anno fa stava pervenendo allo stesso risultato la Corte costituzionale portoghese, ma un voto fece la differenza a favore dello status quo. La Corte austriaca rappresenta il primo caso in Europa di apertura del matrimonio per via giudiziaria e con la decisione odierna, disponibile in tedesco sul sito https://www.vfgh.gv.at, la Corte rivede una propria precedente decisione, che aveva escluso anni addietro un vizio di costituzionalità. La sentenza n. G 258/2017 ua di queste ore così conclude:

La distinzione giuridica delle relazioni fra persone del medesimo sesso e di sesso diverso in due diversi istituti viola il divieto imposto dal principio di eguaglianza di discriminare le persone in ragione di caratteristiche personali, come nella specie l’orientamento sessuale.

L’avv. Alexander Schuster, quale rappresentante italiano di ECSOL, auspica che anche in Italia si ritorni sulla sentenza n. 138/2010, che lo vide difensore di due delle tre coppie che giunsero avanti alla Corte costituzionale: «Sono passati sette anni. Oggi per l’Italia vale quanto i giudici hanno detto per l’Austria: prevedere due istituti distinti è una discriminazione dovuto all’orientamento sessuale. Queste coppie creano famiglie e le loro famiglie accolgono sempre più figli con due genitori. Ebbene, è ora che la Consulta riconosca loro il diritto costituzionale ad avere pari diritti e pari doveri. Più semplicemente: ad avere pari dignità. Il matrimonio egalitario è l’unica risposta possibile».

L’avv. Schuster si congratula per l’ennesimo risultato conquistato dall’amico Helmut Graupner e confida che anche in Italia ECSOL possa presto annunciare una svolta da troppo tempo attesa.

Trento, 5 dicembre 2017.