L’accertamento di paternità canadese è pienamente efficace in Italia

Preso atto che l’ordinanza risulta pubblicata su alcuni siti giuridici, si ritiene, d’intesa con la coppia, di confermare quanto riferito dalle agenzie di stampa. L’ordinanza della Corte di appello di Trento, I sezione, depositata in data 23 febbraio 2017, Presidente estensore M.G. Zattoni, ha riconosciuto – a quanto consta per la prima volta – un provvedimento straniero che attribuisce ad un secondo padre lo status di genitore.Con tale pronuncia si attribuisce pieno valore ed efficacia in Italia alla decisione canadese, Stato di cui i minori sono pure cittadini jus soli, rilevando l’illegittimità del rifiuto dell’ufficiale di stato civile di un comune trentino di aggiungere il secondo padre all’atto di nascita.

Si tratta di un riconoscimento di genitorialità piena, ovvero non nelle forme di un’adozione in casi particolari, sicché il secondo padre risulterà ora a tutti gli effetti nella seconda “casella” del certificato di nascita dei minori. Consta almeno un precedente di adozione in casi particolari a Roma, ma il risultato giuridico ottenuto a Trento è da un punto di vista giuridico molto diverso. La pronuncia conferma la strategia dello studio legale Schuster in essere da alcuni anni di non incoraggiare le coppie di padri a ricorrere, salvo casi da valutarsi di volta in volta, all’adozione in casi particolari.

La coppia, allo stato, non ha ancora deciso di divenire visibile, ragione per cui lo studio legale ha cercato di mantenere la riservatezza sulla pronuncia.

La coppia di padri si era rivolta circa otto anni fa allo studio legale Schuster per capire il quadro internazionale e la scelta cadde su un ordinamento molto garantista quale quello canadese. Si tratta di una soddisfazione professionale molto importante. «Dopo la nascita dei minori pianificai d’intesa con la collega canadese il procedimento per il riconoscimento anche del secondo padre. Sei anni fa il risultato di oggi appariva inimmaginabile, ma la coppia si fidò di quel consiglio. Lo studio ha atteso diversi anni prima di ritenere i tempi maturi, ma ora la strategia pianificata allora ha finalmente portato i propri frutti. L’esito favorevole in Corte di appello di Trento mostra che oggi il diritto italiano non frappone ostacoli ad una genitorialità dello stesso genere anche sul fronte paterno».

«Ritengo significativo – prosegue il difensore dei ricorrenti – che la sentenza non faccia menzione dell’espressione ‘orientamento sessuale’. Vediamo in ciò un implicito accoglimento della tesi dello studio legale per la quale il vero problema – per così dire ‘culturale’ – non è la relazione omosessuale della coppia di genitori, quanto l’idea che vi è difficoltà a riconoscere ad un uomo, al di là del suo orientamento, una piena e adeguata capacità di cura e di amore nell’accudire dei figli. Questa sentenza va ben al di là di una semplice tutela delle coppie gay».

I clienti allo stato stanno valutando in che misura rendere pubblica la propria storia alla luce della evidente fuga di notizie. Nelle prossime ore saranno forniti maggiori dettagli sul sito dello studio legale Schuster www.schuster.pro, unitamente alla pronuncia, disponibile a questo link.