20180801 Ordinanza accoglimento parziale ANONIMA10.000 euro di risarcimento per discriminazione e atti alla Procura per falsa testimonianza per due testimoni. Si è conclusa così (per ora) la causa decisa dal Tribunale di Trento con l’ordinanza depositata il 1° agosto e resa pubblica solo oggi dalla cliente.

A metà agosto 2016 Andrea Martinelli aveva pagato la caparra e firmato un “preliminare”. Le era stata garantita una stanza dal 1° ottobre in una nuovissima residenza di Trento. A poche ore dalla consegna già concordata dei locali il responsabile della Toxon s.p.a., nota società immobiliare attiva dentro e fuori il Trentino, si avvede però che Andrea appare sulla carta di identità con sembianze femminili. Che ciò non sia indifferente viene di fatto confidato all’agente immobiliare. La società a quel punto nega all’improvviso la stanza, affermando che è necessario essere iscritti all’università, cosa che Andrea, all’epoca titolare di una start-up in ambito informatico, aveva sin dall’inizio chiaramente escluso.

Andrea contesta il rifiuto di consegnarle la stanza e chiede siano rispettati gli accordi. Ma il no è categorico e, anzi, è ella stessa ad essere minacciata di un’azione legale se non desiste dalle accuse. Si affida allo studio legale Schuster, che ha curato anche la causa civile.

Il Tribunale di Trento, nella persona del giudice Barbato, compie un’approfondita istruttoria. Dopo aver ravvisato delle incongruenze fra quanto dichiarato dall’agente immobiliare, il teste chiave, e la documentazione in atti, la testimone è riconvocata, ma non offre spiegazioni convincenti per le incongruenze. Con l’ordinanza del 1° agosto il Tribunale condanna la Toxon s.p.a. al risarcimento di Euro 10.000 per la discriminazione posta in essere nei confronti di Andrea. Il giudice conclude che due persone non hanno dichiarato il vero e gli atti sono trasmessi alla Procura della Repubblica, che comunque già indagava.

Il Giudice ha accertato una discriminazione, vietata dalla normativa in materia di divieto di discriminare nell’accesso a beni e servizi (la locazione) per motivi di sesso e genere. E giunge a tale conclusione ricostruendo con dovizia la nozione di identità di genere nel nostro ordinamento e attualizzando la giurisprudenza di Lussemburgo alla luce della Costituzione repubblicana: sono tutelate non solo le persone che hanno realizzato un’operazione chirurgica, ma tutte le persone transgender, a prescindere dall’intenzione di subire operazioni o meno. Il diritto non tollera una lesione della loro dignità. Ed è accertato anche che la società aveva fatto proprio un pregiudizio: quello per cui le persone transgender sono dedite alla prostituzione, donde il temuto uso promiscuo della stanza nello studentato.

Andrea Martinelli, dopo questa dolorosa vicenda, ha deciso di lasciare l’Italia e chiudere la propria start-up, trovando lavoro all’estero come sviluppatrice software per uno dei più importanti colossi mondiali dell’informatica. “Noi persone transgender siamo notoriamente discriminate sul lavoro e quando dobbiamo cercare un’abitazione, soprattutto in Paesi come l’Italia. Il pregiudizio è forte, ma è intollerabile che anche le società commerciali lo facciano proprio. Spero che questa condanna sia un segnale e possa incoraggiare altre persone in situazioni simili a fare sentire la loro voce.” Andrea ringrazia Arcigay Trento, di cui è socia e attivista, e l’avvocato Schuster per il supporto e l’incoraggiamento dati sin dall’inizio.

Per l’avvocato Schuster «è una sentenza storica, la prima in assoluto che riguarda la discriminazione verso le persone transgender e una delle rarissime in materia di bene e servizi per motivi di genere. Spero che dia speranza alle migliaia di persone discriminate, che in decenni non hanno mai trovato il coraggio di reagire. Gli strumenti di tutela ci sono: era inconcepibile che non fosse mai stati utilizzati. 10.000 euro sono pochi e un nonnulla per una società immobiliare dal patrimonio di 17 milioni di euro e con profitti annuali ampiamente superiori al milione, ma intanto è un segnale importante. Il diritto italiano non tollera compromessi con la dignità delle persone: di tutte le persone, senza distinzioni”.

Convinti che la condivisione delle decisioni di cui si dà notizia sia fondamentale per lo sviluppo del diritto, come da prassi la pronuncia integrale sarà disponibile a breve sul sito www.schuster.pro.

Trento, 5 settembre 2018.

 

Il testo dell’ordinanza (31 pagine) con dati oscurati