Comunicato stampa

Il caso di Trento dei due papà alle Sezioni unite della Cassazione

Legittimazione processuale e ordine pubblico al vaglio del Primo Presidente

Con ordinanza depositata il 22 febbraio 2018, estensore Genovese, la Prima Sezione civile rimette gli atti al Primo Presidente affinché sia il massimo consesso della Cassazione a decidere su questioni che sono considerate di “massima importanza”, ovvero i poteri processuali del Ministero dell’interno e del pubblico ministero, nonché la nozione di ordine pubblico.

La Suprema Corte è chiamata a conoscere della legittimità della decisione della Corte di appello di Trento del 23 febbraio 2017 che ha stabilità l’efficacia in Italia alla sentenza dell’Ontario che riconosceva il secondo padre quale genitore di due gemelli nati da gestazione per altri. Con due distinti ricorsi il Procuratore generale di Trento e il Sindaco unitamente al Ministero dell’interno aveva contestato l’esito del giudizio.

La questione di maggiore pregnanza appare senza dubbio per la Prima sezione una questione tecnica, ovvero se il pubblico ministero da una parte, il Sindaco e il Ministero dall’altra, sia parti processuali necessarie di questi processi e se questi abbiano anche il potere di impugnare le decisioni. L’ordinanza dedica ampie argomentazioni a tale profilo, ma chiede – succintamente – alle Sezioni unite di fare chiarezza anche quanto all’interpretazione che debba adottarsi oggi della nozione di ordine pubblico, soprattutto dopo la sentenza n. 19599/2016. La rimessione alle Sezioni unite è altresì sostenuta alla luce dell’eccezione dell’Avvocatura dello Stato per cui la Corte di appello di Trento avrebbe deciso in ambiti in cui non è consentito ai giudici intervenire (difetto di giurisdizione).

Lo studio legale Schuster, che con l’avv. Giulia Perin del Foro di Roma difende i minori e i genitori coinvolti, ritiene probabile da parte del Primo Presidente l’accoglimento della richiesta di remissione. L’avv. Alexander Schuster dichiara: “Siamo convinti che le Sezioni unite confermeranno la nostra tesi, condivisa ad oggi da almeno tre corti di appello e da alcuni tribunali, che il fatto che una sentenza imponga ad un Comune di aggiornare i registri di stato civile non consenta alla pubblica amministrazione di ingerirsi nella vita privata di persone e famiglie intervenendo in giudizio. Una tale visione dello Stato è incompatibile con la Costituzione repubblica”. Le parti si dicono per il resto fiduciose che l’esito finale sarà una tutela piena della loro famiglia e precisano che non hanno mai chiesto la trascrizione ai sensi della legge sulle unioni civili, legge che si stima irrilevante ai fini della causa, come invece non comprensibilmente affermerebbe la stessa ordinanza.

Trento, 23 febbraio 2018.

Si pubblica con oscuramento dei dati l’ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione, sez. I, n. 4382/2018 di data 22 febbraio 2018.