Comunicato stampa: La Francia interpreta la legge italiana e dice sì all’adozione della co-mamma

Il primo caso di adozione italiana in Francia

D’intesa con le clienti si rende pubblico quanto segue.

Con sentenza del 13 maggio 2015 il Tribunale di Parigi (Tribunal de Grande Instance de Paris) ha accolto la domanda di una cittadina italiana di adottare la figlia della donna con cui è coniugata secondo la legge francese. Per fare questo i giudici d’Oltralpe hanno dato la loro interpretazione della legge italiana applicandola favorevolmente al caso concreto: quella donna va considerata coniuge ai fini dell’adozione.

Le signore sono entrambe cittadine aventi la cittadinanza esclusivamente italiana. Vivono in Francia da lungo tempo e si sono sposate nel 2014. La Francia ritiene il diritto di sposarsi un diritto fondamentale che va garantito a tutte e tutti, anche in assenza di capacità matrimoniale secondo la legge del Paese di origine. Tuttavia, la Francia è lo Stato che forse più di tutti aderisce all’orientamento tradizionale di diritto internazionale privato che chiede di rispettare la legge personale, ovvero dello Stato di appartenenza, delle persone quando si interviene in materia di famiglia e di stato civile.

Il problema si poneva, quindi, per quanto riguarda l’ammissibilità dell’adozione da parte del co-genitore del figlio del coniuge. Infatti, non poteva trovare applicazione la legge francese, ma solo quella italiana, anche se si era di fronte ad un giudice non italiano.

Lo studio legale Schuster ha assistito la coppia unitamente allo studio Painblanc di Parigi e fornito i pareri pro veritate sul quadro giuridico italiano applicabile alla fattispecie, ponendo l’accento sul rispetto dei diritti fondamentali per minore e degli adulti coinvolti e sui recenti precedenti (Tribunale dei minorenni di Roma, sentenza 30 luglio 2014, n. 299, così come la questione pendente avanti la Corte costituzionale, giudice remittente Tribunale dei minorenni di Bologna, ordinanza 10 novembre 2014, n. 4701).

È stato così possibile superare il parere inizialmente negativo del pubblico ministero e ottenere l’accoglimento della domanda di adozione in casi particolare da parte del collegio. In particolare, i giudici parigini hanno ritenuto applicabile la lettera b) dell’art. 44[1] legge n. 184/1983, che consente l’adozione da parte del coniuge, e non la lettera d), base giuridica della nota decisione.

In altri termini, il giudici d’Oltralpe si sono trovati nella situazione di dover interpretare e applicare il diritto italiano e, pur consapevoli che in Italia il matrimonio allo stato attuale appare difficilmente riconoscibile, hanno ritenuto che ai fini dell’adozione la co-madre potesse essere considerata coniuge. Ora l’Italia sarà chiamata a rispettare questa decisione del giudice francese.

A quanto consta, si tratterebbe del primo caso in Francia.

 

Trento, 16 luglio 2015.

[1] Art. 44 – Dell’adozione in casi particolari e dei suoi effetti

  1. I minori possono essere adottati anche quando non ricorrono le condizioni di cui al comma 1 dell’articolo 7:

  1. b) dal coniuge nel caso in cui il minore sia figlio anche adottivo dell’altro coniuge ;

  1. d) quando vi sia la constatata impossibilità di affidamento preadottivo.