Su incarico dei due padri oggetto delle attenzioni della Sindaca del Comune di Coriano Mimma Spinelli sull’edizione odierna del Resto del Carlino – Cronaca di Rimini, si intendono offrire alcune precisazioni ai fatti così come rappresentati dalla stessa Amministratrice. In particolare, libera la prima cittadina di perseguire la propria carriera politica come meglio ritiene, appare quantomeno doveroso fornire ulteriori dettagli per consentire agli elettori di Coriano di valutare la veridicità della dichiarazione seguente riportata sul quotidiano citato: «Mi sono comportata da amministratore, non ne faccio un caso politico».

I padri hanno rivolto istanza di trascrizione al predetto Comune in quanto comune di residenza. Sono stati trasmessi gli atti stranieri che attestano la doppia genitorialità. Successivamente, si sono appresi alcuni fatti che hanno posto dubbi sull’imparzialità dell’Amministrazione. Come confermato nella stessa intervista odierna, la Sindaca già aveva assunto la decisione di non trascrivere, esprimendosi contro la genitorialità gay e contro le tecniche procreative realizzate. La sospensione del procedimento per ottenere un parere del Ministero dell’interno non appare quindi giustificato, se non dalla volontà di mantenere in problematica e logorante attesa i padri e i loro figli.

Inoltre, la strumentalizzazione politica è apparsa insita nell’irritualità seguita nel richiedere il parere. Infatti, per legge il referente dei Comuni è la prefettura o meglio l’ufficio territoriale del Governo, quindi la Prefettura/UTG di Rimini. Per contro, la Sindaca Spinelli ha ritenuto di ignorare gli uffici della Prefettura preposti ai rapporti con gli enti territoriali e di rivolgersi subito e direttamente agli uffici del Viminale. Inoltre, come appreso per le vie brevi, è stato fatto pervenire addirittura un sms sul telefono cellulare del Ministro dell’interno Matteo Salvini, indice di una attenzione non puramente tecnica verso la questione. Ancora, nella comunicazione in cui si informava della sospensione del procedimento si affermava che il Comune avrebbe dato una risposta una volta ricevuto il parere. Poiché in altri casi seguiti dallo scrivente studio la richiesta di parere è stata riscontrata dal Ministero dell’interno a distanza di moltissimi mesi, la decisione del comune significava mantenere consapevolmente «sulla graticola» questa famiglia per un tempo indefinito, un limbo di incertezza a cui nessun minore, che abbisogna di una carta di identità e di un pediatria, dovrebbe essere condannato. Infatti, la posizione dell’Amministrazione di Coriano appariva non garantire nemmeno la trascrizione del solo padre genetico. A quel punto è apparso opportuno revocare l’istanza di trascrizione per trovare altre soluzioni in amministrazioni che affrontano questi temi da un punto di vista tecnico e scevro da altre finalità.

Alla luce di queste considerazioni e della ricercata visibilità mediatica della Sindaca, anche in un recente evento tenuto presso i locali del Senato, si ritiene opportuno offrire agli elettori del Comune di Coriano ulteriori dettagli della vicenda e rimettere a loro ogni valutazione in merito a come la sindaca Mimma Spinelli abbia gestito questa delicata vicenda che coinvolge ben due neonati.

Per l’avv. Alexander Schuster, «il tema della gestazione per altri è un tema delicato, che non può essere risolto ricercando visibilità politica sulla pelle dei bambini. Ho sempre compreso le difficoltà di comuni a trattare questioni nuove e complesse, accettando anche motivati rifiuti, ma mai mi è successo che una questione tecnica venisse strumentalizzata da un sindaco in questa maniera».

Da parte loro i padri sono molto delusi e in tutta evidenza non ritengono nell’interesse della loro famiglia mantenere la residenza nel Comune di Coriano. Peraltro, i padri hanno incarico lo scrivente studio legale di valutare, anche alla luce di quanto emerso su Il Resto del Carlino, se la condotta della Sindaca e dei responsabili del procedimento si sia realizzata entro i confini della legittimità o se piuttosto gli assistiti siano stati destinatari di atti discriminatori o politicamente motivati.

Trento, 21 giugno 2018.