Comunicato stampa n. 2 (21 giugno 2017)

Corte di appello Roma: efficace in Italia pionieristica sentenza francese con due madri, Sindaco di Roma sconfessato

Il primo caso di adozione italiana in Francia

Si tratta probabilmente del primo caso di adozione di diritto italiano in Francia. La Corte di appello di Roma, con ordinanza depositata oggi 21 giugno 2017, sconfessa il Sindaco di Roma e gli ordina di trascrivere la sentenza emessa dal Tribunale di Parigi, con la quale era stata disposta l’adozione da parte della seconda madre della figlia partorita dalla coniuge. Secondo l’Avvocatura dello Stato, intervenuta in giudizio per contrastare la richiesta di tutela, era necessario rivolgersi al Tribunale dei minorenni e comunque il riconoscimento era contrario all’ordine pubblico.

Di diverso avviso la Corte di appello di Roma, che si esprime per la prima volta su un caso di riconoscimento di adozione ex art. 44 accordata all’estero. Il fatto che tutti e tre i componenti la famiglia siano di cittadinanza italiana non incide sulla competenza, non trattandosi di minore in stato di adottabilità. Inoltre, è del tutto chiaro che l’adozione è nell’interesse della minore, così come stabilito dal giudice francese, e, dopo aver compiuto un’attenta ricognizione delle fonti internazionali, i giudici concludono che non vi è alcun contrasto con l’ordine pubblico internazionale.

La particolarità del caso sta nel fatto che i giudici parigini non avevano seguito interamente il parere pro veritate a loro sottoposto nel 2015 dall’avv. Alexander Schuster. Come illustrato in precedente comunicato stampa, si era esposta la tesi per cui l’adozione coparentale era oramai riconosciuta in Italia a favore della compagna dello stesso sesso in forza della lett. d) dell’art. 44, legge n. 184/1983. I giudici d’oltralpe, tuttavia, in considerazione del fatto che le due madri erano sposate in Francia, hanno ritenuto di non poter ignorare questo legame coniugale e, interpretando e applicando il diritto italiano, hanno ordinato l’adozione quale coniuge della madre biologica. Si tratta dell’adozione che è poi stata stralciata dal DDL Cirinnà.

Per la Corte di appello di Roma, poiché gli effetti sono gli stessi tanto ai sensi della lettera b) che d), fermo restando che all’epoca dell’adozione quel matrimonio in Italia era inefficace, tale interpretazione dei giudici francesi non è di ostacolo al riconoscimento della piena efficacia in Italia di quell’adozione.

Lo studio legale Schuster ha assistito sin dalla fase francese la famiglia da poco residente nuovamente in Italia (Lombardia). Le clienti preferiscono mantenere la riservatezza. Per l’avvocato Schuster la decisione è importante sotto due profili: «La Corte di appello di Roma conferma la nostra interpretazione per la quale in casi simili, in cui non vi sono profili di mobilità internazionale di minori in stato di adottabilità, non è necessario rivolgersi al Tribunale dei minorenni. È la seconda conferma in pochi giorni, dopo quella della Corte di appello di Milano (vedi comunicato stampa 9 giugno), e testimonia il nostro impegno per trovare le soluzioni più semplici per le famiglie omoaffettive». L’avvocato osserva poi che «si tratta di un primo passo, pur eccezionale, di avvicinamento fra adozione e matrimonio fra persone dello stesso genere». Coincidenza vuole che questa sia proprio la tesi propugnata dal Procuratore generale di Torino, come emerso in una sentenza della Cassazione di ieri». Si veda altro comunicato stampa diramato in data odierna (Cass., I sez. civ., sentenza 20 giugno 2017, n. 15202).

Stando ad una recentissima sentenza della Corte di appello di Milano, sez. Famiglia, depositata il 9 giugno 2017 in causa curata dallo studio Schuster (qui ulteriori dettagli), oggi non esistono più adozioni piene ed adozioni ‘deboli’, perché una volta che si è figli adottivi, lo si è a tutti gli effetti, senza discriminazione alcuna. La due signore saranno ambedue mamme in Italia a pieno titolo e le figlie saranno a tutti gli effetti sorelle.

Il testo della decisione sarà pubblicata sul sito dello studio legale Schuster: http://schuster.pro/ nelle prossime ore, previo oscuramento dei dati personali.

Trento, 21 giugno 2017.